L’ossessione di dover fare qualcosa: come liberarsene in 3 fasi

da | Mindset

Uno degli ostacoli più grandi che incontro durante le mie consulenze è l’ossessione di dover fare qualcosa a tutti i costi. Dopotutto è così che veniamo cresciuti ed educati.

Ci sono degli obblighi che ci accompagnano per tutta la vita e il primo fra questi è studiare. Dobbiamo farlo per tanti motivi, validi, e uno di questi e la necessità di poter trovare un lavoro o crearne uno.

Veniamo educati fin da piccoli ad una vita fatta di obblighi, doveri e regole che hanno come scopo primario quello di permetterei di occupare il nostro posto nella società.

Ma non finisce qui perché al di fuori della sfera lavorativa ci sono tutta un’altra serie di “doveri” che la società sembra quasi imporci e da cui ci sentiamo sopraffatti. L’obbligo di avere un partner per tutta la vita ad esempio, oppure un figlio.

Se pensiamo meno in grande poi immaginiamo le piccole cose quotidiane da cui siamo costantemente bombardati attraverso i social network. Anche la semplice moda di creare allestimenti per il periodo natalizio (cito giusto un esempio) può diventare opprimente e stressante.

L’ossessione di dover fare qualcosa è come una nube che ci sovrasta ed è snervante già normalmente, se poi questa diventa una costante del nostro lavoro allora può diventare un grande ostacolo.

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Come possiamo riconoscere quel momento in cui qualcosa che stiamo facendo si trasforma da piacere nell’ossessione di dover fare qualcosa?

Nel mio caso c’erano le palpitazioni, la paura, la pesantezza di tutto ciò che stavo facendo a farmi capire che non era la giusta strada da percorrere.

A quel punto per me era fondamentale, e lo sarà in futuro quando ricapiterà, pormi delle domande precise a cui dare delle risposte sincere.

1. Perché sento l’obbligo di fare questa cosa?

  • Mi sono sentita colpita dalle parole di una persona o da qualcosa che posso aver letto?
  • Se la prima domanda è affermativa che cosa rappresenta questa persona per me?
  • Fa parte della mia sfera personale o è qualcuno che conosco solo virtualmente?

Nel primo caso non perdiamo mai di vista il concetto che dobbiamo fare ciò che rende felici noi e non quello che potrebbe rendere felici gli altri e soprattutto che siamo noi gli artefici della nostra attività e del nostro lavoro, nel bene e nel male.

Se invece parliamo di una persona che conosciamo solo nel virtuale allora in questo caso il consiglio che do sempre a tutti è quello di tenere fuori dal nostro raggio di azione queste figure. Se percepiamo della negatività e se non ci fanno stare bene nel nostro business o anche nella sfera privata semplicemente eliminiamole smettendo di seguirle.

2. Essere in grado di modificare idee e progetti (posticipando quando necessario)

Quando si pianifica di mettere in pratica un’idea o un progetto il consiglio che do sempre è quello di non programmare troppo avanti nel tempo.

Lo dico perché il tempo spesso cambia le nostre priorità o semplicemente potremo ritrovarci privi di energia e ispirazione.

Quando questo succede è facile sentirsi frustrati e in colpa se non riusciamo a rispettare quegli obiettivi che ci siamo prefissati e più cerchiamo di metterli in pratica senza averne la voglia o l’energia peggio sarà.

Il dover per forza rispettare scalette e planner può diventare un’arma a doppio taglio perché si passa dall’utilità al sentirsi “in dovere di farlo nonostante tutto”.

3 – Quando il dovere è legato ad un cliente?

Nei percorsi di supporto mensili c’è un aspetto fondamentale che ho deciso di non trascurare: io e il mio cliente siamo fatti l’uno per l’altro?

Ecco perché prima di siglare un accordo che ci porterà a condividere gioie e anche dolori per qualche mese penso che sia sempre utile parlarsi e capire se possiamo realizzare questo percorso insieme. Pensare alla qualità di un rapporto di lavoro piuttosto che alla quantità è di vitale importanza. Il passo dalla firma dell’accordo al sentirsi in dovere senza averne il sentimento è breve ed uscire fuori da questo disagio non è un processo facile e indolore.

Impariamo ad essere gentili con noi stessi e a scegliere ciò che ci rendere felici a appagati piuttosto che pieni di timori e obblighi.

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una postazione di lavoro che descrive il blog di Silvia Matzeu

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