8 paure comuni nei business al femminile e come superarle

da | Mindset e motivazione, Vita da freelance + business

Mi capita spesso che le donne mi chiedano se sono “anche” una coach oltre che una business mentor. Lo fanno perché sentono di aver bisogno di una figura specifica per gestire o rimuovere determinate paure che ostacolano lo sviluppo e la crescita del proprio business.

Non sono una coach ma la mia esperienza pluriventennale nel mondo del lavoro e con le persone mi ha permesso di vivere, gestire e superare – per gli altri e per me stessa – paure che se non affrontate diventano un ostacolo che immobilizza la nostra capacità di gestire il nostro business e di farlo prosperare.

So quanto è importante lavorare sul proprio Mindest per poter essere propositive e concentrate nella propria attività. Ed è per questo che durante le mie consulenze e nei percorsi di mentoring non può esserci comunicazione, strategia e affiancamento senza una predisposizione mentale che sia pronta ad accogliere tutto questo superando le paure che possono ostacolare il proprio progresso.

Vediamo insieme queste paure e cosa possiamo fare per superarle.

1. Sindrome dell’impostore 

 Assolutamente in cima alla classifica delle paure più frequenti e che investe noi donne come un treno.

Ho lavorato con molti uomini nella mia vita e sono certa di non aver mai lavorato con un uomo affetto da questo disagio.

La paura dell’impostore nasce dall’idea che il nostro successo non sia davvero meritato ma bensì frutto della fortuna o del fatto che gli altri ci sopravalutino. È una voce persistente che si insinua cercando di farti credere che non meriti quello che hai e che in ogni caso potresti fare molto di più.

Quando ti accorgi di essere vittima della sindrome dell’impostore?

  • Quando ti senti inadeguata nei confronti del tuo cliente.
  • Quando ritieni di non essere all’altezza delle sue aspettative.
  • Quando non riesci a gioire dei tuoi traguardi perché li consideri superficiali e alla portata di tutti (ma per raggiungerli hai investito tempo, studio e denaro).

Basterebbe fermarsi un attimo e analizzare il proprio percorso per capire che in tutto quello che facciamo forse c’è anche un pizzico di fortuna, ma che l’impegno e la dedizione sono state davvero quell’elemento chiave che ci ha permesso di essere chi siamo e dove siamo.

Ripercorri tutto il percorso che hai fatto per far nascere e crescere la tua attività e ti renderai conto di quanto tutto quello che hai non è frutto della fortuna o del giudizio sbagliato degli altri.

2. Paura del fallimento

Fallire è una delle conseguenze scontate del nostro business. Di tutti i business.

Tutti i giorni l’attualità ci mette davanti agli occhi casi di fallimenti di brand di cui ti aspetteresti di tutto fuorché un errore di valutazione nella propria strategia di marketing o nel lancio di un nuovo prodotto. Succede e devi imparare a conviverci.

Abbiamo difficoltà ad accettare il fallimento semplicemente perché siamo stati educati a non fallire e a provare vergogna se questo succede. Nessuno però ci racconta che prima o poi accadrà e che dovremo fare i conti con quel senso di vergogna che ci farà sprofondare nelle viscere della terra.

Da un fallimento o da un errore ci si rialza prendendo quello che di buono è stato fatto e cercando di capire come poterlo sfruttare a nostro vantaggio. Quando è questo lo stato d’animo che ti blocca lavora su te stessa e sul tuo rapporto con gli altri perché spesso è il giudizio altrui a generare più malessere e disagio – piuttosto che il fallimento stesso.

Ci sarà sempre qualcuno pronto a gioire dei nostri successi così come dei nostri fallimenti, fatene una ragione e impara dagli errori che verranno perché e da questi che trarrai il migliore insegnamento che ti aiuterà a costruire la strada verso il raggiungimento dei tuoi obiettivi.

3. Paura che le persone si dimentichino di te

È quella sensazione, terribile, che ti porta ad essere sempre presente sui tuoi canali di comunicazione e non.

Che ti fa salire l’ansia quando arriva il fine settimana o quando decidi di andare in ferie – e poi in realtà in ferie non ci vai perché rimani ostaggio dello smartphone e delle innumerevoli notifiche che arrivano.

Hai fretta di rispondere ad una mail di richiesta informazioni o ad un messaggio in direct. Se usi whatsapp per lavoro non riesci a staccartene per nessun motivo.

Lavorare rimanendo sempre iper connessa e sempre a completa disposizione di clienti e potenziali clienti è deleterio ed inoltre non ti permette di offrire davvero un servizio o supporto adeguato. Nel tuo processo lavorativo devi assolutamente inserire dei tempi specifici da dedicare ad ogni attività:

  • Stabilire quando aprirai la mail e risponderai alle richieste di informazioni – piuttosto che entrarci ad ogni notifica e a distrarti da quello che stai facendo in quel momento.
  • Stabilire un orario in cui sei reperibile su whatsapp. Che non significa trascurare il tuo cliente ma esserci quando puoi davvero fare la differenza per lui.
  • Stabilire quando ti dedicherai a rispondere ai tuoi messaggi in direct. Distrarti ogni due secondi perché senti una notifica ti farà arrivare a fine giornata con mille cose iniziate e nessuna conclusa perché distrarti di continuo impedirà al tuo cervello di concentrarsi come dovrebbe.

4. Paura di vendere

Ore, giorni, settimane passate a creare prodotti e servizi per poi avere paura di venderli. Conosco tanti casi come questo.

Nella maggior parte delle volte la paura di vendere nasce dall’incapacità di trasmettere agli altri come quel prodotto o servizio sarà in grado di risolvere un loro problema o soddisfare un loro bisogno. Lo ritieni inutile e superficiale pensando che il mondo intero derida te e quello che offri.

Quando cadi vittima di questa paura pensa al tuo cliente ideale e al perché hai creato quel prodotto. Sai benissimo che lo hai fatto per risolvere un suo problema o per soddisfare un suo bisogno, faglielo sapere perché lui ne sarà davvero felice. Te lo posso assicurare.

Chi non è interessato a quello che fai non sta dietro al tuo business e non dovrebbe essere in cima ai tuoi pensieri. In cima devi metterci il tuo cliente ideale e devi essere consapevole del fatto che sta cercando proprio te.

5. Il confronto con gli altri 

Gli altri in genere sono i tuoi competitor ma mi è capitato di lavorare con clienti che per confrontarsi utilizzavano figure non appartenenenti al proropio settore distorcendo completamente la realtà.

Seguire i nostri competitor è normale e direi anche doveroso ma bisogna avere un’ottima capacità di analisi per poter evitare di cadere nel buco nero del confronto nocivo.

Quando manca questa capacità di analisi i nostri obiettivi sembrano sempre ridicoli o peggio ancora tendiamo a imporci obiettivi che in quel momento non sono alla nostra portata per vari motivi: uno tra tutti la maggiore esperienza del nostro competitor e una presenza già ben consolidata.

Quando scegli di seguire dei tuoi competitor fallo con criterio:

  • Non seguire persone che ti trasmettono ansia o disagio.
  • Segui figure con più esperienza che possono essere una fonte di apprendimento e di ispirazione.
  • Sviluppa la mentalità che ci sarà sempre qualcuno più bravo di te e qualcuno meno bravo a cui hai da insegnare tanto.

6. Paura di farsi pagare il giusto compenso

Rivedere il proprio “listino prezzi” è una costante del mio lavoro.

 C’è la tendenza troppo diffusa a non darsi uno stipendio, a non far valere il proprio tempo, a non dare importanza alle proprie competenze e alla propria professionalità.

Abbiamo un rapportro con i soldi pessimo, come se fare soldi fosse il male supremo e quello che ci meritiamo è vivere costantemente nella precarietà.

Ho clienti che mi dicono: “ma costa troppo, chi vuoi che lo compri”

Esattamente il cliente ideale per cui lo hai creato. Non ci rivolgiamo a tutti ma a quella persona specifica ed è naturale che ci sarà qualcuno che non potrà permettersi il nostro prodotto o servizio. Non succede anche a noi nella veste di consumatori?

Oltrettuto non farsi pagare adeguatamente apre la strada al disagio costante e al rischio del fallimento perché quando arriviamo a dover pagare le tasse rischiamo di raschiare il fondo del nostro portafoglio miseramente e a dover scegliere. Se pagare le tasse o la bolletta della luce.

7. Il perfezionismo

Un costante investimento di tempo – e denaro – in tutto ciò che può essere utile alla nostra attività con lo scopo di renderla perfetta.

Come sottolineo spesso c’è solo una cosa al mondo su cui possiamo riconoscere i segni della perfezione: madre natura. Più altre cose riconducibili alla robotica o qualcosa che le assomigli.

Quando parliamo di business rimuovi dalla tua mente la parola perfezione.

Acquisti corsi su corsi senza mai metterli in pratica, scarichi tutte le guide gratuite che ti passano sotto mano, segui tutti i webinar gratuiti – anche quelli che non riguardano direttamente la tua attività – ma per te non è mai abbastanza. Acquisti macchinari e strumenti per quella linea di prodotti che vorresti produrre tra due anni. Etc etc.

Queste azioni ti sono famigliari? Se la risposta è si sappi che accumulare tutto ciò non solo non servirà a rendere perfetta la tua attività, ma se ti convinci di questo e ti affacci sul mercato al primo errore o fallimento potresti risvegliarti in un incubo: quello che esiste l’imperfezione e non il contrario.

E lo stesso discorso vale anche se la tua attività è già stata creata e passi il tempo a rendere perfetto il prossimo blog post, la prossima email, il prossimo prodotto o il prossimo servizio.

Se stai creando la tua attività non partire senza un business plan e dei tasselli che lo compongono. Per il resto inizia anche se non è perfetto. Non lo sarà mai ma il tempo e l’esperienza ti aiuteranno a rendere la tua attività sempre migliore.

8. Procrastinare

La procrastinazione è amica fedele del perfezionsimo.

Quello che succede quando cerchi il perfezionsimo è che alla fine ti ritroverai a divagare da un’attività all’altra senza concludere niente. Tutto si protrarrà all’infinito senza un nulla di fatto.

Concluderai le tue giornate senza aver ottenuto quello che volevi, senza aver completato i tuoi compiti e sarai pronta ad affrontare la giornata successiva con una nuova to do list che rimarrà un nulla di fatto andando a creare un circolo vizioso di idee, impegni e obiettivi che non si concretizzeranno mai.

Fermati e fai un’analisi seria su di te come persona e sulla tua attività. Se sarai abbastanza sincera con te stessa troverai la forza di invertire la rotta e di fare le cose anche se non saranno perfette.

Fai della paura una tua alleata. Uniscila al tuo intuito per aiutarti a percorrere la strada giusta ma non lasciare che che sia lei a dettare le regole del tuo business.

Puoi farcela se impari a ricordarti chi sei e perché fai quello che fai.

Nell’area risorse gratuite del mio sito troverai diversi contenuti gratuiti e strumenti utili che possono esserti di supporto nella gestione del tempo e dei compiti che ti imponi di svolgere per la tua attività.

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una postazione di lavoro che descrive il blog di Silvia Matzeu

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